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	<title>Polyeur &#8211; Polyeur</title>
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		<title>Fragola, solarizzazione “integrata” efficace contro i patogeni tellurici</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 08:25:23 +0000</pubDate>
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<h4 class="wp-block-heading"><em>L’utilizzo di film plastico integrato con il biochar migliora significativamente l’efficacia della solarizzazione. In una prova di contenimento di patogeni tellurici nella coltivazione di fragola in tunnel si sono ottenuti buoni risultati contro Neopestalotiopsis</em></h4>



<p>La crescente esigenza di ridurre l’uso di prodotti fitosanitari di sintesi ha reso fondamentale la ricerca di alternative sostenibili per la gestione dei patogeni del suolo, appartenenti ai generi&nbsp;<em>Phytophthora, Verticillium, Rhizoctonia, Fusarium, Macrophomina</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Neopestalotiopsis</em>. Questi organismi causano gravi danni alle colture orticole, rendendo necessaria l’adozione di strategie efficaci e sostenibili. La solarizzazione, sfruttando l’energia solare al fine di raggiungere alte temperature del suolo, abbatte la carica di fitopatogeni, semi infestanti e artropodi nocivi, risultando un presidio di grande interesse.<br>Questa tecnica si basa sull’impiego di film plastici speciali che ottimizzano l’assorbimento del calore, creando un ambiente che promuove la disinfestazione del suolo. Tuttavia, il lungo periodo di applicazione normalmente richiesto, che può arrivare fino a 60 giorni, limita la sua adozione in pratica. Per affrontare questa sfida, è stato sviluppato il metodo&nbsp;<strong>Solin</strong>® (GreenApp srls, Benevento), una soluzione innovativa che prevede l&#8217;applicazione di un liquido biologico contenente biochar nero sulla superficie del suolo prima dell’applicazione del film plastico. Questa solarizzazione &#8220;integrata&#8221; su fragola migliora significativamente l’efficacia del trattamento e ne riduce i tempi a soli 30 giorni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tre trattamenti di solarizzazione</h3>



<p>In questo studio condotto nell’ambito del progetto Pnrr Agritech Spoke 2, coordinato dal Disafa dell’Università di Torino e dal Crea di Caserta, è stata valutata l’efficacia del metodo Solin nel&nbsp;<strong>contenimento dei patogeni del suolo nella coltivazione della fragola in tunnel</strong>&nbsp;in Nord Italia. Confrontando diverse tecniche di solarizzazione, i ricercatori hanno analizzato l’impatto su:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>temperatura del suolo;</li>



<li>vitalità di alcuni patogeni tellurici;</li>



<li>biodiversità microbica del suolo;</li>



<li>gravità delle malattie;</li>



<li>resa delle piante e qualità dei frutti.</li>
</ul>



<p>I risultati ottenuti sono di fondamentale importanza per promuovere l’adozione di pratiche agricole più sostenibili in Italia.</p>



<p>Nel giugno 2023, presso il Centro Sperimentale di Orticoltura Agrion di Boves (Cn) in Piemonte, è stata allestita una struttura sperimentale in tunnel. L’area è stata divisa in quattro parcelle per confrontare tre trattamenti di solarizzazione:<br>P1) suolo non solarizzato (testimone);<br>P2) solarizzazione standard con film Pet;<br>P3) solarizzazione con film multistrato (Polysolar);<br>P4) solarizzazione integrata (metodo Solin).</p>



<p>Prima della copertura con i film plastici utilizzati, il suolo è stato irrigato fino all’ottenimento della capacità di campo. Solo nella parcella P4, è stato applicato il biochar attraverso nebulizzazione dopo l’irrigazione e prima della copertura con il film di solarizzazione. Al termine della solarizzazione, le parcelle sono state preparate con la stesura della pacciamatura per l’impianto delle fragole, che è avvenuto alla fine del mese di luglio 2023, mettendo a dimora giovani piantine della cv Elodì, distanziate 30 cm sulla fila e su file distanziate 110 cm. Successivamente, le fasi colturali sono state gestite seguendo le pratiche agronomiche standard.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="314" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_1.jpg?resize=1024%2C314&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1844" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_1.jpg?resize=1024%2C314&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_1.jpg?resize=300%2C92&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_1.jpg?resize=768%2C235&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_1.jpg?resize=1536%2C470&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_1.jpg?resize=2048%2C627&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_1.jpg?resize=260%2C80&amp;ssl=1 260w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_1.jpg?resize=50%2C15&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_1.jpg?resize=150%2C46&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_1.jpg?resize=600%2C184&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_1.jpg?w=2440&amp;ssl=1 2440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Schema impianto sperimentale: P1 &#8211; Testimone (suolo non solarizzato); P2 &#8211; Solarizzazione stan-dard con film PET; P3 &#8211; Solarizzazione con film termico multistrato &#8211; Polysolar; P4 &#8211; Solarizza-zione integrata &#8211; Solin (film Polysolar con applicazione di biochar)</em></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Metodo Solin: solarizzazione integrata</h3>



<p>Il metodo Solin rappresenta un’innovativa modalità di solarizzazione integrata che si basa sull’utilizzo combinato di un film plastico ad alte prestazioni (Polysolar) e di una miscela a base di biochar, un carbone vegetale ottenuto dalla pirolisi di scarti di potatura che viene applicato al suolo prima della copertura con il film.<br>Questa miscela, costituita da biochar in polvere (100 g/10 l), acqua e vari additivi (polisaccaridi, agenti gelificanti e plastificanti naturali), crea una superficie scura che assorbe efficacemente la radiazione solare.<br>Il calore assorbito dal biochar, combinato con le proprietà termo-ottiche del film Polysolar, provoca un aumento significativo e un maggiore trattenimento della temperatura del suolo. Il Polysolar è un film plastico multistrato con elevata trasparenza, ottima capacità di trattenimento del calore e proprietà antigoccia, che contribuiscono a massimizzare l’efficacia della solarizzazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="1024" height="305" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_2.jpg?resize=1024%2C305&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1845" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_2.jpg?resize=1024%2C305&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_2.jpg?resize=300%2C89&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_2.jpg?resize=768%2C229&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_2.jpg?resize=1536%2C458&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_2.jpg?resize=2048%2C610&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_2.jpg?resize=260%2C77&amp;ssl=1 260w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_2.jpg?resize=50%2C15&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_2.jpg?resize=150%2C45&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_2.jpg?resize=600%2C179&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Metodo Solin: A &#8211; Miscela di biochar; B – Applicazione del biochar sulla superficie del suolo pri-ma della copertura con il film solarizzante Polysolar (C)</em></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Efficacia termica della solarizzazione integrata</h3>



<p>Per monitorare l’efficacia dei diversi trattamenti di solarizzazione, è stata misurata la temperatura del suolo a una profondità di 25 cm in ciascuna parcella.<br>Sono stati utilizzati sensori digitali di temperatura GMR (tipo J), collegati a un “data logger” FL Sens USB (Gmr Strumenti Sas), per registrare i dati ogni ora. Le temperature sono state registrate per un periodo di 30 giorni, dal 26 giugno al 25 luglio 2023, al fine di determinare il numero di ore in cui il suolo ha superato le soglie critiche di 38°C e 42°C, necessarie per l’inattivazione dei patogeni tellurici. Dall’analisi dei dati, è emerso che nelle parcelle P4 (Solin) e P3 (Polysolar) sono state registrate temperature medie più elevate rispetto a P2 (solarizzazione standard). In particolare, il numero di ore con temperature superiori a 38 °C ha raggiunto 343 ore in P4, mostrando un incremento del 19% rispetto a P3 e del 45% rispetto a P2.<br>Per quanto riguarda la somma delle ore superiori ai 42 °C, P3 (Polysolar) ha superato le 139 ore, con un aumento del 3% rispetto a P4 e del 40% rispetto a P2. In contrasto, il testimone (P1) non ha mai superato i 37 °C. Il film plastico Polysolar, grazie alle sue proprietà ottiche, ha favorito un aumento delle temperature massime, ma ha mostrato una minore ritenzione termica durante la notte. Al contrario, la sospensione di biochar nel metodo Solin ha migliorato l’assorbimento e la ritenzione del calore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Test di vitalità dei patogeni fungini</h2>



<p>Per valutare l’efficacia dei trattamenti di solarizzazione nel contenere i patogeni del suolo, sono state utilizzate quattro specie patogene del genere&nbsp;<em>Neopestalotiopsis</em>, agenti causali di marciumi delle radici e del colletto della fragola. Questi funghi patogeni sono stati coltivati su un substrato costituito da semi di grano e canapa, e l’inoculo (semi colonizzati, 0,5g) è stato posto in sacchetti di polietilene dotati di membrana (da 0,02 μm) che sono stati interrati in ciascuna delle parcelle. Al termine della prova, i sacchetti sono stati recuperati e, per verificarne la sopravvivenza, sono stati condotti re-isolamenti in vitro.<br>I risultati hanno dimostrato che i trattamenti di solarizzazione effettuati attraverso i metodi Solin e Polysolar hanno significativamente ridotto la vitalità dei patogeni fungini del genere&nbsp;<em>Neopestalotiopsis</em>&nbsp;rispetto al testimone, dove i valori di vitalità sono rimasti elevati, superando l’84%. La vitalità media dei propaguli nelle parcelle P3 (Polysolar) e P4 (Solin) è stata notevolmente più bassa</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="1024" height="545" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_4.jpg?resize=1024%2C545&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1846" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_4.jpg?resize=1024%2C545&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_4.jpg?resize=300%2C160&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_4.jpg?resize=768%2C408&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_4.jpg?resize=1536%2C817&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_4.jpg?resize=2048%2C1089&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_4.jpg?resize=260%2C138&amp;ssl=1 260w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_4.jpg?resize=50%2C27&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_4.jpg?resize=141%2C75&amp;ssl=1 141w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_4.jpg?resize=600%2C319&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>A sinistra, ingiallimento, avvizzimento e collasso a seguito di infezione causata da specie di Neo-pestalotiopsis. A destra, sezione longitudinale di giovane piantina che mostra un marciume del colletto</em></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Effetti della solarizzazione su piante e frutti</h3>



<p>Per valutare l’impatto dei trattamenti di solarizzazione sulla crescita e sulla qualità delle piante della cv Elodì, sono stati condotti specifici test di valutazione. Il peso fresco delle piante è stato determinato alla raccolta per valutare la biomassa totale prodotta. La resa è stata quantificata in termini di resa commerciale o totale. La qualità dei frutti è stata valutata attraverso la misurazione della consistenza (durezza della polpa), del contenuto zuccherino (gradi Brix), dell’acidità titolabile (meq/100 l) e dei parametri cromatici (L*, a*, b* e Chroma) secondo il sistema Cielab. I trattamenti di solarizzazione hanno influenzato in modo significativo la crescita delle piante e la qualità dei frutti. L’analisi del peso fresco ha evidenziato differenze evidenti tra i diversi trattamenti, con Polysolar e Solin che hanno favorito una crescita più vigorosa rispetto al testimone e alla solarizzazione standard. Per quanto riguarda la resa, il trattamento Solin ha ottenuto risultati superiori, seguito da Polysolar e dalla solarizzazione standard in termini di produzione. Per quanto riguarda invece la qualità dei frutti, Solin ha mostrato un equilibrio ottimale tra dolcezza e acidità, simile a quello dei frutti ottenuti dal testimone, mentre Polysolar ha presentato una leggera riduzione della dolcezza. Al contrario, la solarizzazione standard ha prodotto frutti con un livello di acidità più elevato. I trattamenti non sembrano aver influenzato in modo significativo i parametri di consistenza e tonalità del colore dei frutti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Effetti sui microrganismi del suolo</h3>



<p>L’analisi delle comunità microbiche del suolo è stata condotta per valutare l’impatto della solarizzazione integrata sulla biodiversità e sulla composizione del microbioma. A tale scopo, sono stati prelevati campioni di terreno in quattro momenti chiave: prima della solarizzazione (T0), al suo termine (T1), sei mesi dopo (T6) e dodici mesi dopo (T12). Questo approccio ha permesso di analizzare come il microbioma del suolo abbia risposto ai trattamenti e alla coltivazione delle piante di fragola. Il sequenziamento di nuova generazione (NGS) è stato effettuato utilizzando specifiche coppie di primer, consentendo di analizzare le comunità batteriche, fungine e degli oomiceti. I dati di sequenziamento sono stati quindi analizzati utilizzando software bioinformatici specifici per identificare e quantificare i diversi taxa microbici presenti nei campioni. Nei primi stadi (T0-T1), i trattamenti di solarizzazione hanno indotto significative variazioni nella composizione della comunità batterica che suggeriscono un adattamento della comunità microbica alle condizioni termiche indotte dalla solarizzazione.<br>Tuttavia, l’effetto sulla comunità batterica non si è manifestato nelle fasi successive (T6-T12), durante la coltivazione delle piante di fragola, indicando un ruolo della pianta nel modellare il proprio microbioma. Per quanto riguarda la comunità fungina, si sono evidenziate differenze significative tra i trattamenti, in particolare per quanto riguarda i generi fungini quali Fusarium, Aspergillus, e Rhizopus, che hanno mostrato una minore abbondanza nella tesi Polysolar. Infine, i trattamenti di solarizzazione e la presenza della pianta sembrano aver avuto un impatto limitato sulla comunità degli oomiceti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="740" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_6-scaled-1.jpg?resize=1024%2C740&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1847" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_6-scaled-1.jpg?resize=1024%2C740&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_6-scaled-1.jpg?resize=300%2C217&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_6-scaled-1.jpg?resize=768%2C555&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_6-scaled-1.jpg?resize=1536%2C1109&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_6-scaled-1.jpg?resize=2048%2C1479&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_6-scaled-1.jpg?resize=202%2C146&amp;ssl=1 202w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_6-scaled-1.jpg?resize=50%2C36&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_6-scaled-1.jpg?resize=104%2C75&amp;ssl=1 104w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_6-scaled-1.jpg?resize=600%2C433&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2025/03/Spadaro_solarizzazione_FR_2_2024_6-scaled-1.jpg?w=2440&amp;ssl=1 2440w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading">Solarizzazione integrata su fragola: metodo efficace</h3>



<p>I risultati ottenuti evidenziano l’efficacia della solarizzazione integrata, in particolare del metodo Solin, nel contenimento di patogeni tellurici appartenenti al genere&nbsp;<em>Neopestalotiopsis</em>, recentemente riportati in Piemonte come agenti causali di marciumi radicali e del colletto, e nel miglioramento delle performance agronomiche della fragola. I trattamenti di solarizzazione integrata, attraverso l’ottenimento di temperature letali per i patogeni, hanno significativamente ridotto la vitalità dei cappi di&nbsp;<em>Neopestalotiopsis</em>, contribuendo a un incremento della resa e della qualità dei frutti. Le analisi delle comunità microbiche del suolo hanno rivelato una dinamica complessa in risposta ai diversi trattamenti. Sebbene la solarizzazione abbia inizialmente alterato in parte la composizione microbica, l’introduzione delle piante ha rapidamente rimodellato la comunità, evidenziando il ruolo chiave delle interazioni pianta-microrganismi nella strutturazione del microbioma della rizosfera.<br>In conclusione, la solarizzazione integrata si configura come una strategia promettente per la gestione sostenibile dei patogeni del suolo in agricoltura anche nelle fasce temperate, offrendo un’alternativa ecologica ai tradizionali fitosanitari e contribuendo a migliorare la salute del suolo e la qualità dei prodotti agricoli. Ulteriori studi sono necessari per approfondire gli effetti a lungo termine di queste tecniche e per ottimizzare le loro applicazioni in diversi contesti pedoclimatici.</p>



<p><a href="https://rivistafrutticoltura.edagricole.it/difesa/fragola-solarizzazione-integrata-efficace-patogeni-tellurici/">Solarizzazione &#8220;integrata&#8221; efficace contro i patogeni tellurici &#8211; Frutticoltura</a></p>
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		<title>Film pacciamante water-saving: come funziona?</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2021 16:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In che modo la pacciamatura foto-riflettente Ginegar contribuisce al risparmio idrico, riducendo costi e impatto ambientale? Il consumo delle risorse idriche in agricoltura ha raggiunto vette<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<br><h4 class="has-text-align-center">In che modo la pacciamatura foto-riflettente Ginegar contribuisce al risparmio idrico, riducendo costi e impatto ambientale? </h4><br>
</div></div>
</div></div>



<p></p>



<div class="wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow"><div class="wp-block-group__inner-container"></div></div>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:38% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="910" height="607" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/tap-water-save-water-drop-from-tap-water.jpg?resize=910%2C607&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1368" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/tap-water-save-water-drop-from-tap-water.jpg?w=910&amp;ssl=1 910w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/tap-water-save-water-drop-from-tap-water.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/tap-water-save-water-drop-from-tap-water.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/tap-water-save-water-drop-from-tap-water.jpg?resize=219%2C146&amp;ssl=1 219w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/tap-water-save-water-drop-from-tap-water.jpg?resize=50%2C33&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/tap-water-save-water-drop-from-tap-water.jpg?resize=112%2C75&amp;ssl=1 112w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/tap-water-save-water-drop-from-tap-water.jpg?resize=600%2C400&amp;ssl=1 600w" sizes="auto, (max-width: 910px) 100vw, 910px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-drop-cap has-normal-font-size">Il consumo delle risorse idriche in agricoltura ha raggiunto vette  preoccupanti, in uno scenario mondiale che vede l&#8217;acqua potabile scarseggiare, la siccità in aumento e 2 miliardi di persone a secco. Circa il <strong>70% delle risorse idriche mondiali viene risucchiato dal settore agricolo</strong>, secondo la Fondazione Barilla Center for Food &amp; Nutrition, 2019. Nel solo <strong>bacino del Mediterraneo</strong>, l&#8217;agricoltura determina i maggiori consumi idrici, con il32% delle superfici agricole irrigue, rispetto alla media mondiale del 19%. Come <strong>contenere costi</strong> di irrigazione ed <strong>ottimizzare le risorse</strong> idriche in agricoltura? </p>
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<p style="font-size:18px">Vediamo insieme come si comporta un suolo non pacciamato, pacciamato tradizionalmente e pacciamato con film water-saving Ginegar, in relazione alla quantità di acqua trattenuta.</p>



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<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="780" height="534" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/immagine-totale-ws1.png?resize=780%2C534&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1389" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/immagine-totale-ws1.png?w=780&amp;ssl=1 780w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/immagine-totale-ws1.png?resize=300%2C205&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/immagine-totale-ws1.png?resize=768%2C526&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/immagine-totale-ws1.png?resize=213%2C146&amp;ssl=1 213w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/immagine-totale-ws1.png?resize=50%2C34&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/immagine-totale-ws1.png?resize=110%2C75&amp;ssl=1 110w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/immagine-totale-ws1.png?resize=600%2C411&amp;ssl=1 600w" sizes="auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px" /><figcaption>Fig.1: Sezione trasversale suolo non pacciamato; fig.2: sezione trasversale suolo con pacciamatura nera tradizionale; fig.3: sezione trasversale suolo con pacciamatura fotoselettiva e foto-riflettente Silver/Brown</figcaption></figure></div>
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<p class="has-normal-font-size">Normalmente, un suolo senza pacciamatura tende a trattenere un piccolissimo quantitativo d&#8217;<strong>acqua</strong>. A contatto con le alte temperature del suolo, essa&nbsp;<strong>evapora in larga parte</strong>: la restante parte risulta dispersa attraverso il <strong>percolato</strong> (Fig. 1). Le radici, in mancanza di acqua disponibile, tendono a svilupparsi verticalmente in cerca di idratazione, allontanandosi dalle <strong>sostanze nutritive contenute nel terriccio</strong>. </p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p></p>
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<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center" style="grid-template-columns:auto 29%"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="427" height="323" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/Digitalizzato_20210422-.png?resize=427%2C323&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1404" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/Digitalizzato_20210422-.png?w=427&amp;ssl=1 427w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/Digitalizzato_20210422-.png?resize=300%2C227&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/Digitalizzato_20210422-.png?resize=193%2C146&amp;ssl=1 193w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/Digitalizzato_20210422-.png?resize=50%2C38&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/Digitalizzato_20210422-.png?resize=99%2C75&amp;ssl=1 99w" sizes="auto, (max-width: 427px) 100vw, 427px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="has-normal-font-size">In Figura 2 l&#8217;azione pacciamante del film tradizionale nero <strong>impedisce la traspirazione </strong>del vapore acqueo, che viene trattenuto tra il film e il suolo. Attenzione: con un film tradizionale nero, la pianta è soggetta ad uno <strong>stress termico</strong> notevole. Nei mesi estivi il suolo può raggiungere temperature tra i <strong>50° ed i 60°</strong>.</p>
</div></div>
</div></div>



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<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:33% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="485" height="469" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/fragole-silver1-1.png?resize=485%2C469&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1421" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/fragole-silver1-1.png?w=485&amp;ssl=1 485w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/fragole-silver1-1.png?resize=300%2C290&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/fragole-silver1-1.png?resize=151%2C146&amp;ssl=1 151w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/fragole-silver1-1.png?resize=50%2C48&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/fragole-silver1-1.png?resize=78%2C75&amp;ssl=1 78w" sizes="auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-normal-font-size">In Figura 3 vediamo come la pacciamatura foto-riflettente Silver agisce sul controllo delle risorse idriche. Grazie alle sue <strong>proprietà ottiche</strong> il film argentato <strong>riflette</strong> la radiazione incidente, mantenendosi &#8220;<em>fresco</em>&#8220;; il contrasto termico tra il suolo ed il film da origine al fenomeno della <strong>condensazione</strong>. Ciò rallenta la dispersione di risorse idriche e mantiene il terreno umido a lungo. La disponibilità d&#8217;acqua per la pianta <strong>aumenta del 30%</strong> rispetto ad un suolo pacciamato tradizionalmente e di conseguenza le radici tendono a <strong>svilupparsi orizzontalmente</strong>, fruendo il più possibile delle sostanze nutritive del terriccio.</p>
</div></div>
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<h4 class="wp-block-heading">Una mano in più?</h4>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center" style="grid-template-columns:auto 39%"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="571" height="428" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/convegno-08-06-15-1.jpg?resize=571%2C428&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1417" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/convegno-08-06-15-1.jpg?w=571&amp;ssl=1 571w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/convegno-08-06-15-1.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/convegno-08-06-15-1.jpg?resize=195%2C146&amp;ssl=1 195w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/convegno-08-06-15-1.jpg?resize=50%2C37&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/04/convegno-08-06-15-1.jpg?resize=100%2C75&amp;ssl=1 100w" sizes="auto, (max-width: 571px) 100vw, 571px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-normal-font-size">L&#8217;azione combinata di <strong>consorzi microbici</strong> aumenta il vigore della pianta, e si ripercuote positivamente sul grado di detenzione dell&#8217;acqua. I microrganismi simbionti delle radici come i <strong>funghi micorrizici</strong> (esistenti in commercio), sono in grado di <strong>migliorare l&#8217;assorbimento di acqua</strong> e nutrienti da parte della pianta, aumentando le relazioni di scambio a livello radicale oltre che al volume di suolo esplorato dall&#8217;apparato radicale.</p>
</div></div>



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<div class="wp-block-button aligncenter"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-light-gray-color has-background has-cyan-bluish-gray-background-color" href="https://www.polyeur.com/contatti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Richiedi un preventivo</a></div>





<div class="wp-block-button aligncenter"><a class="wp-block-button__link has-background has-luminous-vivid-amber-background-color" href="https://www.polyeur.com/prodotto/yellow-brown/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Richiedi un preventivo</a></div>

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		<title>Bando di selezione: collaboratore esterno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Polyeur]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 10:20:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito del progetto &#8220;WATER4AGRIFOOD &#8211; Miglioramento delle produzioni agroalimentari mediterranee in condizioni di carenza di risorse idriche&#8221;, codice identificativo ARS01_00825, a valere sul partner del progetto<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/03/1614859390563.jpg?resize=548%2C365&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1238" width="548" height="365" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/03/1614859390563.jpg?w=549&amp;ssl=1 549w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/03/1614859390563.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/03/1614859390563.jpg?resize=219%2C146&amp;ssl=1 219w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/03/1614859390563.jpg?resize=50%2C33&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2021/03/1614859390563.jpg?resize=113%2C75&amp;ssl=1 113w" sizes="auto, (max-width: 548px) 100vw, 548px" /></figure></div>



<p class="has-drop-cap"></p>



<p class="has-drop-cap">Nell&#8217;ambito del progetto &#8220;WATER4AGRIFOOD &#8211; Miglioramento delle produzioni agroalimentari mediterranee in condizioni di carenza di risorse idriche&#8221;, codice identificativo ARS01_00825, a valere sul partner del progetto per l&#8217;Obiettivo Realizzativo OR3 &#8220;Precision Water: Nuove tecniche di irrigazione di precisione e pratiche colturali innovative&#8221;, ha bisogno di individuare una figura professionale da coinvolgere nelle attività di ricerca con le seguenti mansioni:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><em>analisi spettrale di film fotoselettivi presenti sul mercato, test delle proprietà meccaniche e analisi sulla tenuta in campo (degradazione, stress, funzionalità e performance agronomica);</em></li><li><em>misure in campo delle componenti ottiche dei film impiegati in funzione del tempo;</em></li><li><em>misure termiche in/out durante l’impiego e della temperatura presso l’apparato radicale, misure sulla trasmittività nel PAR, dell’intensità luminosa, della componente UV e della quantità radiativa sull’apparato fogliare in funzione della rete impiegata.</em></li></ul>



<p>Inviare il CV al seguente indirizzo mail: info@polyeur.it</p>



<p>Il presente bando ha scadenza 22/03/2021, ore 00:00</p>



<p>Il team Polyeur s.r.l.</p>



<p><a href="http://www.polyeur.com">www.polyeur.com</a></p>
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		<title>LA RADIAZIONE UV-B</title>
		<link>https://www.polyeur.com/la-radiazione-uv-b/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Polyeur]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 13:07:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.polyeur.com/?p=440</guid>

					<description><![CDATA[<p>Diversa colorazione di lollo rossa, legata al differente contenuto di polifenoli e antociani,indotti nel campione A (a sinistra) dalla presenza di radiazione UV-B, in dose bilanciata.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-cover has-background-dim" style="background-image:url(https://www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/MKU6301I.jpg);background-color:#b2ce5d;min-height:117px;aspect-ratio:unset;"><div class="wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow">
<p style="font-size:18px" class="has-text-align-center"><strong>Coltivare per nutrire: </strong></p>



<p style="font-size:18px" class="has-text-align-center"><strong>un nuovo modello produttivo per innovare il comparto agroalimentare basato sull’uso della radiazione naturale UV-B mediante film plastici funzionalizzati</strong></p>
</div></div>



<p></p>



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<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:23% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="461" height="663" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/jkj.png?resize=461%2C663&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-451" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/jkj.png?w=461&amp;ssl=1 461w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/jkj.png?resize=209%2C300&amp;ssl=1 209w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/jkj.png?resize=102%2C146&amp;ssl=1 102w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/jkj.png?resize=35%2C50&amp;ssl=1 35w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/jkj.png?resize=52%2C75&amp;ssl=1 52w" sizes="auto, (max-width: 461px) 100vw, 461px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/hjhjh.png?resize=259%2C372&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-452" width="259" height="372" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/hjhjh.png?w=461&amp;ssl=1 461w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/hjhjh.png?resize=209%2C300&amp;ssl=1 209w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/hjhjh.png?resize=102%2C146&amp;ssl=1 102w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/hjhjh.png?resize=35%2C50&amp;ssl=1 35w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/hjhjh.png?resize=52%2C75&amp;ssl=1 52w" sizes="auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px" /></figure></div>



<p></p>
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<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<div class="wp-block-group alignwide is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow"><div class="wp-block-group__inner-container"></div></div>
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<p><strong>Diversa colorazione di lollo rossa, legata al differente contenuto di polifenoli e antociani,<br>indotti nel campione A (a sinistra) dalla presenza di radiazione UV-B, in dose bilanciata.</strong></p>



<p>di <strong>Giuseppe Francesco Sportelli</strong></p>



<p class="has-drop-cap">Utilizzando film plastici a effetto serra con un’adeguata trasmittanza ai raggi ultravioletti di tipo B (UV-B) per la coltivazione di lattughe lollo e di rucola è possibile aumentarne gli elementi nutrizionali (in particolare ottenendo un contenuto molto elevato di luteolina e di quercetina) rispetto alle stesse colture praticate sotto film plastici comuni, privi di tale “finestra” agli UV-B. Con il ricorso a specifiche coperture plastiche per serra è possibile, quindi, coltivare piante per produrre “medicine” naturali atte a soddisfare la domanda dei consumatori di alimenti naturali ricchi di sostanze nutraceutiche, fondamentali per la salute umana. Sono le conclusioni alle quali è pervenuta una ricerca condotta dal <a href="http://www.isasi.cnr.it/"><strong>CNR-Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti</strong> (ISASI)</a> di Pozzuoli (Pasquale Mormile e Massimo Rippa) e dal <strong><a href="http://www.farmacia.unina.it/">Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli</a></strong> (Alberto Ritieni e Giulia Graziani).</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><br><strong>Nutraceutica</strong><br>«<em>I consumatori sono sempre più attenti a prodotti ricchi di sostanze nutraceutiche perché è maturata finalmente la consapevolezza che <strong>un’alimentazione sana e nutriente</strong> aiuterà concretamente ad <strong>aumentare le difese immunitarie naturali </strong>del corpo umano senza ricorrere necessariamente ai farmaci quando si sta male, bensì mangiando tutti i giorni “<strong>medicine</strong>” attraverso prodotti ortofrutticoli coltivati con nuovi criteri e materiali funzionalizzati – </em>introduce <strong>Pasquale Mormile</strong>, ricercatore del CNR-ISASI –.<em> Poiché l’attenzione dei consumatori si sta spostando sempre più sulla qualità e sui contenuti nutrizionali dei prodotti ortofrutticoli, l’agricoltura moderna, oltre ai compiti tradizionali, è chiamata a soddisfare, in scala sempre più massiccia, le richieste che la nutraceutica ha messo in primo piano per quanto riguarda l’agro-food, ricordate ampiamente durante l’Expo 2015 di Milano. Uno dei principali target delle produzioni agricole del futuro immediato è fornire prodotti ricchi di sostanze nutraceutiche, le quali, oltre a soddisfare le esigenze alimentari, offrono al consumatore la possibilità di utilizzare sostanze naturali, attraverso il solo consumo di ortofrutta ricca di “medicina”, per aumentare le difese immunitarie dell’organismo, proteggersi da malattie cardiovascolari e difendersi dall&#8217;insorgenza di neoplasie varie</em>».</p></blockquote>
</div></div>



<p>Le piante, in condizioni di normale attività vegetativa e di alimentazione adeguata (PAR + H2 O+ CO2 ), producono, grazie al processo di fotosintesi, i metaboliti primari (le molecole di glucosio), fondamentali per lo sviluppo, la crescita e la loro attività produttiva. «<em>Ma una pianta, quando viene attaccata da patogeni, di natura sia animale sia vegetale, per difendersi <strong>produce i metaboliti secondari,</strong> riducendo la produzione di quelli primari. Tali sostanze secondarie, a seconda dei casi, possono essere tossiche, urticanti, appiccicose, acide, repellenti, ecc., ma tutte vengono secrete per difendersi da insetti, funghi e altri agenti patogeni. Allo stesso modo l’<strong>impatto dei raggi UV-B,</strong> che fanno parte della radiazione solare, ha sulle piante un effetto molto particolare: <strong>stimola la produzione di metaboliti secondari</strong>, perché queste li percepiscono come un “nemico” da cui difendersi. Il processo fotochimico che regola l’interazione pianta-raggi UV-B, complesso ma noto da alcuni decenni, varia a seconda della tipologia delle piante irraggiate. Ma i <strong>metaboliti secondari </strong>prodotti attraverso l’effetto fotochimico indotto dai raggi UV-B sono <strong>sostanze altamente benefiche</strong> per la salute umana: antociani, licopeni, carotenoidi, flavonoidi e polifenoli, tutti composti antiossidanti fondamentali per la difesa da malattie cardio-vascolari e da alcuni tumori (principalmente del colon e della pelle) e oggetto di grande interesse scientifico per la nutraceutica. Studi recenti hanno dimostrato la possibilità di sfruttare la radiazione UV-B per indurre cambiamenti metabolici in frutta, verdura ed erbe. La letteratura scientifica internazionale recente è ricca d articoli che riportano i meccanismo di produzione di queste sostanze da parte della pianta, i benefici e i fari aspetti agronomici riscontrati su prodotti come pomodoro, fragole, insalata, frutta</em>».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/GGG.png?resize=316%2C238&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-457" width="316" height="238" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/GGG.png?w=461&amp;ssl=1 461w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/GGG.png?resize=300%2C226&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/GGG.png?resize=194%2C146&amp;ssl=1 194w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/GGG.png?resize=50%2C38&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/GGG.png?resize=100%2C75&amp;ssl=1 100w" sizes="auto, (max-width: 316px) 100vw, 316px" /><figcaption><strong>Basta mangiare ogni giorno solo 50 g di rucola (dose presente in una insalata o su una pizza), coltivata in presenza della giusta dose di radiazione UV-B, per assumere l’equivalente di una capsula di luteolina e di mezza di quercetina.</strong></figcaption></figure></div>



<p><strong>Blocco agli UV</strong><br>In questo scenario, afferma Mormile, bisogna sottolineare che, mentre sul piano teorico la conoscenza sull’interazione pianta-raggi UV-B, con la relativa produzione di sostanze antiossidanti (metaboliti secondari) è ben consolidata, sul piano pratico non è stata riscontrata una significativa produzione di tali sostanze oppure lo è stata in misura assai esigua. </p>



<p>«<em>La ragione è molto semplice. Con la crescita delle coltivazioni in ambiente protetto, gli effetti benefici della produzione di sostanze antiossidanti da parte delle piante si sono ridotti, o addirittura azzerati. Ciò accade perché i film plastici per la copertura delle serre bloccano largamente i raggi UV provenienti dal sole, in quanto per la loro produzione vengono impiegate, insieme con la materia prima (polietilene, EVA, ecc.) sostanze stabilizzanti in diverse formulazioni, dette appunto anti UV, in grado di proteggere le plastiche dai raggi UV che altrimenti, attraverso il processo di foto-ossidazione, invecchierebbero precocemente il telo plastico. In altre parole, <strong>gli additivi usati nel processo di produzione allungano la vita dei film plastici ma non fanno passare i raggi UV</strong>, bloccano completamente la radiazione UV (sia la parte A sia la parte B), <strong>e le piante non producono</strong> (o producono in minima parte) <strong>sostanze come antociani</strong>, licopeni e così via</em>».</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p class="has-text-color has-very-dark-gray-color"><strong>LA LUTEOLINA</strong><br>Le piante ricche di luteolina, informa Mormile, sono utilizzate nella medicina tradizionale cinese per il trattamento di varie malattie come ipertensione, disturbi infiammatori e cancro. «<em>La <strong>luteolina</strong>, quale integratore naturale, è stata oggetto di oltre duemila pubblicazioni che hanno messo in evidenza sia i suoi molteplici effetti <strong>benefici sulla salute del cervello</strong> e sulla longevità sia le sue <strong>proprietà antitumorali</strong>. È ormai accertato che alcune funzioni neurologiche come la memoria, la cognizione e la funzione motoria sono influenzate, e a volte disturbate, da alcune molecole chiamate citochine che causano l’infiammazione delle cellule sane e compromettono il loro funzionamento ottimale. Ebbene, alcuni studi hanno dimostrato la capacità della luteolina di rimuovere i livelli eccessivi di citochine infiammatorie nel cervello. Secondo <strong>Health Daily News </strong>uno studio ha rilevato che un elevato apporto di questa sostanza può <strong>ritardare l’invecchiamento cognitivo</strong>, cioè il decadimento della parte del cervello che svolge le funzioni del pensiero, del ricordo e della logica. Recentemente è stato riportato in letteratura scientifica un articolo che evidenzia la capacità di tale sostanza di <strong>rallentare l’avanzata del morbo di Alzheimer </strong>in pazienti affetti da questa malatti</em>a». G.F.S.</p>
</div></div>



<figure class="wp-block-table aligncenter is-style-stripes"><table><thead><tr><th><strong><span class="has-inline-color has-very-dark-gray-color">Tab. 1 &#8211; Sostanze estratte in due campioni di rucola</span></strong></th></tr></thead><tbody><tr><td></td></tr><tr><td><strong>Composti (µg/g)</strong><strong></strong></td><td><strong>Campione A</strong><strong></strong></td><td><strong>Campione B</strong><strong></strong></td></tr><tr><td>Acido clorogenico</td><td>12,837</td><td>10,7</td></tr><tr><td>Isomeri dell&#8217;acido caffeico esoside</td><td>0,14</td><td>0,144</td></tr><tr><td>Acido caffeico</td><td>0,402</td><td>0,364</td></tr><tr><td><strong>Quercetina-3-O-(feruloil) soforoside 7-O-glucoside</strong><strong></strong></td><td><strong>230,062</strong><strong></strong></td><td><strong>338,586</strong><strong></strong></td></tr><tr><td>Isorhamnetina-3-gentiobioside</td><td>1693,183</td><td>3593,601</td></tr><tr><td><strong>Luteolina-7-O-glucoside</strong><strong></strong></td><td><strong>30,139</strong><strong></strong></td><td><strong>983,918</strong><strong></strong></td></tr><tr><td>Acido feruloilquinico isomero 1</td><td>0,3</td><td>0,276</td></tr><tr><td><strong>Quercetina-3-O-galattoside</strong><strong></strong></td><td><strong>2,19</strong><strong></strong></td><td><strong>4,653</strong><strong></strong></td></tr><tr><td>Acido rosmarinico</td><td>0,858</td><td>0,756</td></tr><tr><td>Acido ferulico</td><td>0,248</td><td>0,122</td></tr><tr><td><strong>Quercetina-3-O-glucoside</strong><strong></strong></td><td><strong>2,202</strong><strong></strong></td><td><strong>4,642</strong><strong></strong></td></tr><tr><td>Apigenina-7-O-glucoside</td><td>20,798</td><td>23,484</td></tr><tr><td><strong>Totale</strong><strong></strong></td><td><strong>1993,359</strong><strong></strong></td><td><strong>4961,247</strong><strong></strong></td></tr><tr><td></td></tr></tbody><tfoot><tr><td><em>Fonte: Mormile</em></td></tr></tfoot></table></figure>



<p><strong>Innovazione</strong><br>Ma, pur non utilizzando tali sostanze stabilizzanti nella realizzazione di un film plastico, la difficoltà tecnica, rileva Mormile, è legata alla giusta dose di radiazioni UV-B per ottimizzare la biosintesi dei metaboliti secondari senza influenzare il ciclo colturale in termini di tempi e di qualità e quantità di raccolto. «<em>Secondo prove pratiche di diversi studi sulla coltivazione delle insalate, una dose eccessiva di radiazioni UV-B crea un aumento dei metaboliti secondari nelle piante, però allunga il tempo di coltivazione e riduce la quantità del raccolto, esiti da evitare nella moderna agricoltura intensiva. Attualmente, però, <strong>il contributo dei raggi UV-B per indurre i metaboliti secondari delle piante è enfatizzato da nuovi film plastici che, in base alle loro proprietà ottiche, permettono il necessario dosaggio di UV-B trasmesso nella serra, per stimolare la produzione di tali metaboliti senza alterare la quantità e la qualità complessiva del prodotto raccolto</strong>. A tale riguardo, una <strong>ditta israeliana leader mondiale</strong> fra i produttori di film agricoli e presente in tutto il mondo con prodotti di altissima qualità, dopo un’attenta e rigorosa ricerca scientifica finalizzata, ha messo a punto due film plastici di copertura, denominati Sunsaver e Suntherm, con caratteristiche ottiche <strong>tali da far filtrare la giusta dose di raggi UV-B</strong> senza incidere minimamente sulla durata dei film stessi</em>». La giusta dose, ribadisce Mormile, in questo caso è importantissima «<em>perché troppi raggi UV-B ritardano il ciclo colturale in media da 7 a 10 giorni, ma anche fino a due settimane, e diminuiscono la resa dei prodotti coltivati, fino al 30% in meno, mentre una bassa dose di UV-B produce sostanze nutraceutiche non significative ai fini della salute umana</em>».</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/Cattura55.jpg?resize=267%2C195&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-449" width="267" height="195" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/Cattura55.jpg?w=341&amp;ssl=1 341w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/Cattura55.jpg?resize=300%2C219&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/Cattura55.jpg?resize=200%2C146&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/Cattura55.jpg?resize=50%2C37&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/09/Cattura55.jpg?resize=103%2C75&amp;ssl=1 103w" sizes="auto, (max-width: 267px) 100vw, 267px" /></figure></div>



<p><strong>Facciamo qualche conto:</strong><br><strong>Luteolina</strong><br>Quantità misurata: ≈ 1000 µgr/gr = 1 mgr/gr<br>50 gr di rucola ≡ 50 mgr di Luteolina (1 capsula)<br><strong>Quercitina</strong><br>50 gr di rucola ≡ 200 mgr di Quercitina (1/2 capsula)</p>



<p class="has-text-align-center has-small-font-size"><strong>La luteolina e la quercetina sono sostanze etichettate come “integratori alimentari” in vendita nelle farmacie, in alcuni supermarket o presso parafarmacie: la prima in capsule da 50 mg, la seconda in capsule da 500 mg.</strong></p>



<p><strong>LA QUERCETINA</strong><br>Numerosi sono i benefici che la quercetina è in grado di apportare all&#8217;organismo umano, sottolinea Mormile. «<em>In primo luogo la <strong>riduzione delle infiammazioni</strong>: i flavonoidi, quercetina inclusa, sono importanti agenti antiinfiammatori perché agiscono da antiossidanti, cioè contrastano il naturale processo dell’ossidazione che aumenta all&#8217;aumentare dell’età. Poi combatte le allergie: la quercetina è un antistaminico naturale, è quindi efficace per la  riduzione della sintomatologia che accompagna le allergie di stagione e quelle verso gli alimenti. Svolge inoltre un valido <strong>supporto cardiovascolare</strong>: grazie alla documentata capacità di ridurre l’infiammazione e lo stress ossidativo, la quercetina è <strong>molto utile per le persone con disturbi a carico del sistema cardiovascolare</strong>: l’effetto antiossidante svolto dai flavonoidi è in grado di proteggere l’organismo dall&#8217;aumento del colesterolo LDL ed è efficace nella regolazione della pressione sanguigna. La quercetina manifesta anche un effetto anti-dolore, cioè possiede un <strong>marcato effetto di riduzione del dolore</strong>: i flavonoidi sono utili per ridurre la sintomatologia dolorosa delle prostatiti (infiammazione della prostata) e dell’artrite reumatoide»</em>. Mormile ricorda inoltre che la quercetina aumenta la resistenza fisica. «È infatti molto utile per aumentare le performance atletiche e la resistenza fisica e ha effetti positivi sul flusso sanguigno. Migliorando la salute dei vasi sanguigni, aumenta l’apporto di ossigeno ai muscoli e al tessuto articolare. È per certi aspetti un “Viagra” naturale. La quercetina aiuta altresì a combattere il cancro: uno studio svolto presso la Boston University e pubblicato sul<strong> Journal of Biological Regulators and Homeostatic Agents</strong> mostra un legame diretto fra una dieta ricca di quercetina e un <strong>ridotto rischio di cancro</strong>. La quercetina sembra avere una potenziale attività chemio-preventiva e potrebbe avere un effetto antiproliferativo unico sulle cellule cancerose. Infine la quercetina aiuta a proteggere la <strong>salute della pelle</strong>». G.F.S. n</p>



<p><strong>Le prove</strong><br>Per valutare tali nuovi film sono state condotte prove su rucola coltivata su terreno in agro di Pontinia (Lt) presso l’Azienda agricola <a href="http://www.pontinatura.it/">Pontinatura</a> (41°25’44.2”N 13°09’50.7”E), dopo i primi riscontri qualitativi fatti sulla lollo rossa dove era stata registrata una colorazione più marcata delle foglie in presenza di una elevata intensità di radiazione UV-B. «<em>In questa prova abbiamo posto a confronto, in serra, due settori attigui nei quali è stata prodotta la lollo rossa nelle stesse condizioni per varietà, epoca di trapianto e protocollo colturale, con unica differenza la copertura: uno era coperto da un film plastico con una “finestra” in grado di trasmettere la giusta dose di radiazioni UV-B, l’altro, usato come riferimento, da un comune film plastico completamente opaco ai raggi UV. Abbiamo notato che nel settore in cui si apprezzava una <strong>colorazione</strong> decisamente <strong>più marcata</strong>, segno di un <strong>alto contenuto di polifenoli e antociani</strong>, <strong>il film di copertura era il Sunsaver</strong>, mentre nel settore a fianco, con colorazione standard e poco marcata, la serra era coperta da un film tradizionale, che bloccava totalmente i raggi UV</em>». Nella seconda prova, eseguita in “doppio cieco”, sono state fatte misure quali-quantitative delle varie sostanze nutraceutiche estratte sui campioni di rucola prelevati in serra. «<em>La rucola è stata coltivata in due <strong>serre attigue ma coperte da film plastici con diverse proprietà ottiche</strong>. Da due campioni di rucola coltivata nelle serre attigue coperte con teli diversi abbiamo estratto le sostanze nutraceutiche (Tab. 1). Il campione A è stato coltivato in assenza di radiazione UV-B, mentre il campione B è stato coltivato sotto il telo con “finestra” alla radiazione UV-B, nella dose ideale. In particolare, nel campione B di rucola <strong>i valori di luteolina e quercetina hanno registrato quantità così elevate</strong> – </em>osserva Mormile <em>– <strong>da accostare questa ortiva</strong>, coltivata in determinate condizioni,<strong> a “medicina” </strong>con benefici eccezionali per la salute dell’uomo</em>».<br></p>



<p><strong>LA LUTEOLINA</strong></p>



<p>Infatti dai dati riportati in Tab. 1 si evidenzia uno straordinario aumento di<strong> luteolina </strong>(da 30 μg/g a oltre 983 μg/g) e <strong>quercetina</strong> (oltre il 100% in più), sostanze etichettate come “<strong>integratori alimentari</strong>” in vendita nelle farmacie, in alcuni supermarket o presso parafarmacie: la luteolina in capsule da 50 mg, la quercetina in capsule da 500 mg. «<em>Facendo qualche semplice calcolo viene fuori che <strong>50 g di rucola equivalgono a 50 mg di luteolina</strong>, cioè a una capsula, e che la stessa quantità di rucola corrisponde <strong>a 200 mg di quercetina</strong>, cioè a mezza capsula. Questi risultati dimostrano che basta mangiare ogni giorno solo 50 g di rucola (dose presente in una insalata o su una pizza), coltivata in presenza della giusta dose di radiazione UV-B, per assumere l’equivalente di una capsula di luteolina e di mezza di quercetina!»</em>. Sembra evidente, conclude Mormile, «<em>che s<strong>i sta aprendo un nuovo scenario nel comparto dell’agricoltura protetta, </strong>che potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione, dove l’agricoltore, semplicemente sfruttando al meglio la radiazione solare (componente UV B), <strong>“coltiverà” medicina</strong>, offrendo agli attenti consumatori <strong>prodotti </strong>buoni e belli ma soprattutto <strong>carichi di sostanze nutraceutiche capaci di aumentare le difese immunitarie dell’uomo e combattere in modo naturale svariate patologie»</strong>.</em></p>



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		<title>Polyeur porta l&#8217;high-tech in agricoltura con Ginegar</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2020 08:07:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante la crisi, i dati mostrano che il settore agricolo in Italia gode di buona salute. Le unità di lavoro sono cresciute dello 0,9% nell’ultimo anno.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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<p>Nonostante la crisi, i dati mostrano che il settore agricolo in Italia gode di buona salute. Le unità di lavoro sono cresciute dello 0,9% nell’ultimo anno. Particolarmente pronunciato è stato l’<strong>incremento dei dipendenti</strong> (+2,3%), soprattutto nella classe di età tra i 15 e i 34 anni. Anche l’<strong>indice di produttività</strong> del lavoro nel settore è <strong>aumentato del 70%</strong> in trent’anni. Nonostante la presenza di inevitabili fluttuazioni, questi dati fanno ben sperare per il futuro. Uno dei segreti per rimanere competitivi sui mercati interni ed esterni è quello di puntare su prodotti <strong>high-tech</strong>, altamente performanti e di sicuro rendimento per le colture agricole. A Benevento, esiste una realtà che ha fatto della qualità e dell’innovazione tecnologica i due pilastri del proprio lavoro: è la <strong>PolyEur Srl</strong>.</p>



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<p><strong>LA MISSIONE E I VALORI</strong></p>



<p>La PolyEur è attiva da <strong>circa 20 anni</strong> ed è rappresentante esclusiva per l’Italia della<strong> Ginegar Plastic Products Ltd</strong>, azienda israeliana <strong>leader mondiale</strong> nel settore della produzione di film plastici per l’agricoltura. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/04/pacciamatura-pomodori_NG4.jpg?resize=373%2C311&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-661" width="373" height="311" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/04/pacciamatura-pomodori_NG4.jpg?w=745&amp;ssl=1 745w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/04/pacciamatura-pomodori_NG4.jpg?resize=300%2C250&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/04/pacciamatura-pomodori_NG4.jpg?resize=175%2C146&amp;ssl=1 175w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/04/pacciamatura-pomodori_NG4.jpg?resize=50%2C42&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/04/pacciamatura-pomodori_NG4.jpg?resize=90%2C75&amp;ssl=1 90w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/04/pacciamatura-pomodori_NG4.jpg?resize=600%2C501&amp;ssl=1 600w" sizes="auto, (max-width: 373px) 100vw, 373px" /></figure></div>



<p>L’<strong>obiettivo</strong> di questa partnership è portare in Italia <strong>film plastici altamente innovativi</strong> per realizzare, assieme agli addetti ai lavori, un’<strong>agricoltura all’avanguardia</strong> e pronta ad accettare le grandi sfide presenti all’interno di mercati nazionali e internazionali.</p>



<p>La <strong>missione</strong> dell’azienda è, infatti, quella di fornire ai propri clienti materiali di elevata qualità e <strong>altamente tecnologici</strong> al fine di aumentare le <strong>performance agronomiche</strong> e migliorare la q<strong>ualità e la quantità dei raccolti</strong>. Nel corso degli anni, l’azienda è cresciuta esponenzialmente allargando il proprio network di clienti.</p>



<p>Il successo riscosso è la vera garanzia della qualità dei prodotti e dei servizi offerti da PolyEur. Un altro dei tratti distintivi dell’azienda è l’attenzione al cliente.</p>



<p>L’<strong>assistenza</strong> viene offerta in maniera rapida e puntuale, prestando attenzione a ogni dettaglio. Lo staff professionale e competente dell’azienda garantisce le giuste soluzioni per ogni tipologia di esigenza. Nonostante gli ottimi risultati fin qui ottenuti, la volontà di continuare a crescere e migliorare è insita nel dna dell’azienda e rappresenta il fulcro del lavoro quotidiano dello staff. L’obiettivo è rimanere costantemente al <strong>passo con la ricerca</strong> e lo <strong>sviluppo tecnologico</strong> per proporre prodotti via via sempre più innovativi e performanti ai propri clienti.</p>



<p><strong>I PRODOTTI</strong></p>



<p>L’offerta di <strong>prodotti high-tech</strong> è ampia e diversificata ed è in grado di rispondere in maniera ottimale alle problematiche e alle <strong>esigenze degli agricoltori</strong>. L’azienda propone due tipologie di prodotti: i <strong>film agricoli</strong> e le <strong>reti o protezioni per colture</strong>. La prima categoria comprende prodotti relativi alla <strong>copertura</strong> delle serre, alla <strong>pacciamatura</strong>, al <strong>tunnellino</strong>, alla <strong>solarizzazione</strong> e alla <strong>fumigazione</strong>. Nella seconda categoria, rientrano, invece, reti ombreggianti, schermanti “<strong>Aluminet</strong>”, reti anti-insetti e anti- grandine.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/05/G00100431.jpg?resize=481%2C247&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-617" width="481" height="247" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/05/G00100431-scaled.jpg?resize=1024%2C527&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/05/G00100431-scaled.jpg?resize=600%2C309&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/05/G00100431-scaled.jpg?resize=300%2C154&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/05/G00100431-scaled.jpg?resize=768%2C395&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/05/G00100431-scaled.jpg?resize=1536%2C790&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/05/G00100431-scaled.jpg?resize=2048%2C1054&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/05/G00100431-scaled.jpg?resize=260%2C134&amp;ssl=1 260w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/05/G00100431-scaled.jpg?resize=50%2C26&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/05/G00100431-scaled.jpg?resize=146%2C75&amp;ssl=1 146w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/05/G00100431-scaled.jpg?w=2440&amp;ssl=1 2440w" sizes="auto, (max-width: 481px) 100vw, 481px" /><figcaption>Aluminet 80% O presso un&#8217;azienda agricola di Latina LT</figcaption></figure></div>



<p><strong>LA GINEGAR PLASTIC PRODUCTS</strong></p>



<p>La <strong>Ginegar Plastic Products Ltd</strong>, di cui la<strong> PolyEur è rappresentante esclusiva per l’Italia</strong>, nasce nel 1969 in Israele. Da sempre <strong>azienda innovativa e pionieristica</strong>, la Ginegar opera, oggi, in <strong>60 Paesi</strong> e si avvale del supporto continuo di un dipartimento di <strong>Ricerca e Sviluppo</strong> interno che collabora costantemente con importanti centri di ricerca di livello mondiale. Il frutto di questo investimento è la produzione di una <strong>vasta gamma di prodotti</strong> che collocano l’agricoltura nel settore dell’<strong>high-tech</strong>.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:15% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><a href="https://www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/06/pagina-la-repubblica-del-30-11-2017-convertito-1.pdf"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="400" height="80" src="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/11/larepubblica.png?resize=400%2C80&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-719" srcset="https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/11/larepubblica.png?w=400&amp;ssl=1 400w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/11/larepubblica.png?resize=300%2C60&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/11/larepubblica.png?resize=260%2C52&amp;ssl=1 260w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/11/larepubblica.png?resize=50%2C10&amp;ssl=1 50w, https://i0.wp.com/www.polyeur.com/wp-content/uploads/2020/11/larepubblica.png?resize=150%2C30&amp;ssl=1 150w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<pre class="wp-block-verse">Tratto da “La Repubblica”, 30 Novembre 2017</pre>
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